Parliamo di comportamenti – o risposte, che dir si voglia- di tipo Affermativo o Passivo o Aggressivo, e della possibilità che tali comportamenti si modifichino.
Ma come nasce nella persona un comportamento che prima non era nel suo repertorio, e perché si mantiene oppure, al contrario cessa e si estingue, e non si presenta più? Senza addentrarci troppo nello specifico, diciamo che si possono individuare tre modalità principali di apprendimento:
- 1) Condizionamento Classico – o Rispondente –, processo di apprendimento basato sull’associazione e la vicinanza di due stimoli, per cui uno stimolo inizialmente neutro arriva a produrre la stessa risposta già suscitata da un altro stimolo;
- 2) Condizionamento Operante, dove in una determinata situazione, ad un comportamento – o risposta – di un soggetto consegue un “premio” – o rinforzo -. Si può dire in questo caso che il comportamento è regolato dalle conseguenze che produce;
- 3) Modellamento – o Imitazione –, apprendimento che ha luogo mediante l’osservazione del comportamento di un soggetto che funge da modello. Alcune caratteristiche del modello che influenzano l’efficacia dell’apprendimento sono: età, status sociale, professione, importanza attribuitagli dall’osservatore, somiglianze tra modello e osservatore, affettività mostrata dal modello.
I rinforzi.
Un rinforzo è un qualsiasi evento gratificante che produca un aumento nella frequenza di emissione del comportamento – o risposta – che lo precede.
Il numero e il tipo dei rinforzi sono potenzialmente illimitati: bisogna scoprire quali e quanti siano gli eventi rinforzanti ai quali un individuo è sensibile (un altro potrebbe non esserlo, ed essere rinforzato da altro).
Per orientarsi nell’universo dei rinforzi possibili, sono stati elaborati dei criteri di classificazione. Ad esempio, possiamo distinguere:
- rinforzi materiali o tangibili, commestibili o non;
- rinforzi sociali, espressioni di attenzione, approvazione, lode, affetto;
- rinforzi informazionali, informazione che il soggetto ricava dall’ambiente esterno dalle conseguenze del suo comportamento;
- rinforzi dinamici, ovvero poter fare qualcosa che si gradisca fare;
- rinforzi simbolici, denaro, gettoni, o qualsiasi altra cosa che possa essere scambiata con rinforzi di altra natura.
- rinforzi negativi, quando il premio di un certo comportamento consiste nel sottrarsi ad – o al venire meno di – una situazione spiacevole.
La punizione
può essere intesa come un qualsiasi evento spiacevole (fisico, sociale, ecc.) che produca una diminuzione nella frequenza di emissione del comportamento – o risposta – che lo precede. Ma perché ciò effettivamente accada comportamento e punizione – o stimolo aversivo – devono essere assolutamente contingenti.