L’Arte della Riabilitazione


Salute e Malattia è argomento complesso.

Salute Mentale e Malattia Mentale è argomento circoscritto nel precedente, ma a sua volta estremamente complesso, nelle sue componenti medico biologiche, psicologiche e sociali.

La Cura deve rispettare tale complessità e comprendere dove necessario i possibili interventi disponibili e integrati per tutte le componenti.

Per quanto riguarda quelle psicologiche, l’approccio cognitivo comportamentale ha generato il concetto di Riabilitazione Psichiatrica, definendo poi l’Approccio Psicoeducativo.

I Disturbi Mentali possono rappresentare un carico gravoso da sopportare, direttamente o indirettamente, e derivare da, e/o generare, Disabilità.

Riabilitare significa fornire, creando e/o consolidando, Abilità Cognitive e Comportamentali utili per affrontare il Disturbo e migliorare la Qualità della Vita.

Un percorso Psicoeducativo Informativo-Formativo completo deve

  • iniziare con la spiegazione del programma di lavoro e degli obiettivi, motivando alla partecipazione;
  • terminare con la valutazione:
    • della soddisfazione del fruitore dell’intervento;
    • dell’opportunità se proseguire un supporto/supervisione nel tempo, soprattutto nella cura di disturbi cronici recidivanti.

Conoscere (e se possibile condividere tra quanti interessati alla cura) alcuni aspetti di fondo,

  • permette di avviare, e perfezionare via via, un percorso terapeutico e
  • favorisce la collaborazione tra le parti coinvolte: l’alleanza terapeutica è fondamentale.

 


L’Arte della Riabilitazione

è lavorare su questi aspetti di fondo, che sono tra loro correlati, sia in un lavoro individuale che di gruppo:

  • Conoscenze mediche corrette e aggiornate sui Disturbi Mentali
  • Teoria di riferimento: il Modello Multimodale
  • Abilità di Problemi Solving con i problemi relazionali
  • Assertività e Abilità di Comunicazione
  • Comportamenti e apprendimento
  • Fattori Cognitivi critici

dosandoli diversamente per adeguarli nel rispetto dei diversi bisogni

  • per le specifiche situazioni e
  • per/con le persone interessate.

Esempi di “dosaggi”:

Un periodo di lavoro:

  • può rivolgersi a una sola persona, e poi coinvolgere altri familiari;
  • individuale può preludere a un periodo di lavoro di gruppo , e viceversa.
  • in presenza può preludere a un periodo di lavoro da remoto, e viceversa.

Le informazioni su sintomi, disturbi, farmacologia, vanno calibrate diversamente per persone in cura, familiari o operatori.

Le abilità di comunicazione non verbale possono richiedere:

  • più tempo, per essere definite ed esercitate con persone meno abili a causa di disturbi invalidanti;
  • meno tempo, con persone già abili basta definirle (operatori o familiari).